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FIRE02 aprile 20269 min di lettura

Il rischio che nessuno spiega: come 2 anni storti distruggono 30 anni di piani

Sequence-of-returns risk: il rendimento medio del portafoglio importa meno del momento in cui si subisce un drawdown. Bengen, Bogleheads e bucket strategy.

LD
Luca De Santis
Analista · ETF & Bond
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FIRE · 2026
FIRE

Due portafogli con lo stesso rendimento medio annuo del 7% su 30 anni possono finire con valori finali completamente diversi. La differenza è il sequence-of-returns risk: l'ordine in cui i rendimenti si verificano. Variabile poco discussa nella conversazione "qual è il rendimento medio del mio fondo", ma cruciale in fase di decumulo.

Cosa è il sequence-of-returns risk

Definizione: il rischio che la sequenza temporale dei rendimenti — non la media — determini il risultato finale di un piano di withdrawal o accumulo. Asimmetria: in accumulo il sequence-risk è basso (i drawdown precoci comprano più quote a sconto); in decumulo è altissimo (vendere per consumare durante un drawdown lock-in la perdita permanentemente).

Lo studio fondante è Bengen 1997: l'autore Monte-Carlo-simulò 100 portafogli con rendimento medio identico ma sequenze diverse, dimostrando che il tasso di sopravvivenza a 30 anni dipendeva quasi esclusivamente dall'ordine dei rendimenti nei primi 10 anni.

Il dato Bogleheads: 50% giù = 100% su per pareggiare

Il Bogleheads Guide to Retirement Planning ricorda un'aritmetica banale ma controintuitiva:

  • Portafoglio €1M, drawdown -50% → €500K.
  • Per tornare a €1M serve un rendimento successivo del +100%, non del +50%.

A 7% reale, recuperare un -50% richiede ~10 anni di compounding senza prelievi. Se durante quei 10 anni si stanno prelevando €40K/anno (4% rule), il portafoglio non recupera mai: si esaurisce in ~14 anni.

Krumw, citato nei forum Bogleheads: "If your portfolio decline is 50 percent, you will need a 100 percent gain to get back to even."

Bengen 1997 e il Monte Carlo

Bengen Monte Carlo'd il withdrawal del 4% inflation-adjusted su rolling 30-year periods 1926-1995:

  • Probabilità di sopravvivenza con allocazione 50/50: 95%.
  • Probabilità con allocazione 100% azionaria: 89%.
  • Probabilità con allocazione 100% obbligazionaria: 20%.

L'allocazione 50/50 non vinceva per rendimento medio (l'equity-only aveva il return atteso più alto), ma per resistenza al sequence-of-returns risk: i bond fornivano stabilità durante i drawdown azionari del 1973-74 e 2000-03, permettendo di prelevare senza vendere azioni a sconto.

Lo storico Shiller 1871-2008

Robert Shiller (Yale) ha pubblicato dati di lungo periodo che la letteratura Bogleheads sintetizza così:

  • 26 periodi rolling 5-anni con rendimento reale negativo dal 1871 al 2008.
  • 11 periodi rolling 10-anni con rendimento reale negativo.
  • 0 periodi rolling 20-anni con rendimento reale negativo.

Implicazione descrittiva: il rischio di sequence-of-returns ha "data di scadenza". Chi ha 20+ anni di orizzonte, statisticamente, non subisce il rischio sequence in modo definitivo. Chi è entro 10 anni dal decumulo è in piena finestra di vulnerabilità.

La bucket strategy

Tre "bucket" temporali (Harold Evensky, Wealth Management 2007, formalizzato successivamente):

  • Bucket 1: 2-3 anni di spese in cash/conti deposito/bond ultra-corti. Zero rischio.
  • Bucket 2: 5-7 anni di spese in bond aggregati / 60/40 conservativo. Volatilità contenuta.
  • Bucket 3: il resto in azionario globale. Volatile ma con orizzonte 10+ anni.

Durante un drawdown azionario, si preleva esclusivamente da Bucket 1. Quando il mercato si riprende, si ribilancia spostando da Bucket 3 a Bucket 2 e da Bucket 2 a Bucket 1. La bucket strategy non aumenta il rendimento medio — riduce il sequence-of-returns risk.

I 5 anni che contano davvero

Pfau-Cooper 2014 ("The Yin and Yang of Retirement Income Philosophies"): la finestra critica di sequence-of-returns è i primi 5 anni di decumulo. Un drawdown grave (>30%) nei primi 5 anni riduce la probabilità di sopravvivenza del portafoglio di 30-40 punti percentuali. Lo stesso drawdown negli ultimi 5 anni del 30-year horizon ha impatto minimo.

Da qui due strategie descrittive ricorrenti in letteratura:

1. "Glidepath" inversa di Bengen-Pfau (2014): partire conservativi (40/60 stock/bond) a inizio decumulo, salire a 70/30 dopo 10 anni. Inverso rispetto al glidepath classico target-date. 2. CAPE-based withdrawal (Kitces, 2019): ridurre il withdrawal rate quando il CAPE-Shiller è sopra la mediana storica (oggi ~32 vs mediana ~16-17). Implicito: prelevare di meno in periodi di valutazioni elevate.

Conclusione descrittiva

Il sequence-of-returns risk è il vero rischio del decumulo. Tre punti che la letteratura segnala con consistenza:

1. Average return ≠ realised return. Lo stesso 7% medio può produrre €1,5M o €300K finali a seconda dell'ordine. 2. I primi 5 anni di decumulo definiscono la traiettoria. Drawdown precoci sono molto più costosi di drawdown tardivi. 3. Bucket strategy e glidepath inverso sono i due strumenti descrittivi più citati per mitigare il rischio senza ridurre il rendimento medio atteso.

Questi non sono consigli operativi personalizzati. Sono pattern documentati nella letteratura accademica e nei manuali Bogleheads/Vanguard. Applicarli alla situazione specifica richiede confronto con un financial planner abilitato.

LD
Luca De Santis
Analista · ETF & Bond

Scrive di pianificazione e portafogli per persone con un patrimonio in crescita.

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