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Strategie di investimento04 maggio 20269 min di lettura

Tre portafogli ETF per il lungo periodo (e perché il quarto non funziona)

All-World, Core-Satellite, 60/40 globale: tre strutture, tre profili di rischio. E perché il "tematico hot" del momento storicamente sotto-performa.

LD
Luca De Santis
Analista · ETF & Bond
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CORE 70%SAT 15%SAT 10%5%
Strategie di investimento

Quanti ETF servono davvero per un portafoglio diversificato sul lungo periodo? Letteratura accademica e dati storici suggeriscono che la risposta è "molto pochi". Vediamo tre strutture che coprono il 95% dei casi e una quarta che, statisticamente, distrugge valore.

Il punto di partenza

Lo studio di Bessembinder (Arizona State, 2017-2020) ha mostrato un dato che cambia il modo di pensare: dal 1926 al 2016, solo il 4% delle azioni quotate negli USA ha spiegato il 100% della ricchezza generata in eccesso rispetto ai T-Bill. A livello globale (1990-2020), la percentuale è ancora più estrema: 1,5%. Tradotto: chi prova a "scegliere i vincitori" parte con probabilità statisticamente sfavorevoli; chi compra l'intero mercato si garantisce di tenere in mano quel 4%.

Bogle nel suo Common Sense on Mutual Funds: "Don't look for the needle in the haystack. Just buy the haystack."

Portafoglio 1: All-World 100%

Un singolo ETF azionario globale (es. VWCE — FTSE All-World, SWDA + EIMI in coppia — MSCI World + Emerging). TER medio 0,20%, oltre 4.000 titoli, ponderato per capitalizzazione.

  • Storicamente: premio di mercato 6,28% reale (US 1926-2018, Fama-French), 4,5-5% reale media globale.
  • Drawdown massimo 2007-2009: -55% nominale. 2020: -34% in 5 settimane. 2022: -19%.
  • Adatto a chi ha orizzonte 15+ anni e tolleranza emotiva ai drawdown profondi.
  • Il dato Bogleheads: 26 periodi 5-anni negativi e 11 periodi 10-anni negativi tra 1871 e 2008. Zero periodi 20-anni con rendimento reale negativo.

Portafoglio 2: Core-Satellite 80/20

80% Core (All-World), 20% suddiviso tra fattori storicamente associati a premi (size, value, profitability/quality). Esempi: 5% Small Cap Value, 5% Quality, 5% Emerging Markets Value, 5% Treasury inflation-linked.

  • I premi storici secondo Fama-French (US 1926-2018): SMB 1,88%/anno, HML 3,78%/anno.
  • Globale ex-US (1990-2018): HML 4,29%, SMB 0,08%.
  • Aggiunge ~30 bp di TER medio (factor ETF tra 0,30% e 0,40%).
  • Richiede disciplina di ribilanciamento annuale: senza ribilanciamento la quota satellite drifta e diluisce il premio fattoriale.

Portafoglio 3: 60/40 globale

60% azionario globale + 40% obbligazionario aggregato globale (es. AGGH, AGGG hedged in EUR). Profilo classico del "risparmiatore prudente".

  • Drawdown massimo: 2022 ha rotto il pattern storico — equity -19% E bond -16% nello stesso anno (correlazione passata da -0,2 a +0,6 in 18 mesi). 60/40 globale -16,5% reale nel 2022, il peggior anno dal 1937.
  • Rendimento atteso reale 3,5-4%/anno.
  • Adatto a orizzonte 10+ anni o a chi prevede prelievi entro 15 anni.

Il quarto portafoglio: i tematici

Il quarto portafoglio è quello "narrativo": AI, clean energy, water, cybersecurity, biotech. Hanno TER alto (mediamente 0,55-0,75%) e una distribuzione storica devastante. Lo studio di Malkiel sui top 20 mutual fund USA mostra mean reversion brutale:

  • I top 20 fund degli anni '90 hanno reso -2,2%/anno nel decennio 2000-09, contro -0,9% dell'S&P 500.
  • I "best reputation" stock tra 2000 e 2017 hanno sotto-performato i "worst reputation" di oltre 5%/anno (Statman-Engineer 2010).

Per il lettore europeo: ESMA ha tracciato i flussi nei tematici 2021-2024 e ha visto un picco di entrate al massimo storico delle valutazioni, seguito da underperformance. Pattern noto, ripetuto.

Costi totali e tracking error

ESMA Annual Statistical Report 2024: TER medio UCITS azionari attivi 1,31%, ETF 0,20%. Su 30 anni a 1.000/mese e 6% reale, la differenza diventa drammatica:

  • ETF 0,20%: ~€918K accumulato netto.
  • Fondo attivo 1,31%: ~€736K accumulato netto.
  • Delta: €182K, ovvero quasi un anno di stipendio europeo medio per ogni 30 anni di disciplina.

Conclusione descrittiva

I dati storici non scelgono per nessuno. Mostrano però una distribuzione chiara: portafogli semplici (1 o 2 ETF) con costo totale sotto 0,30% e ribilanciamento annuale battono storicamente la maggioranza dei portafogli complessi. La complessità del portafoglio è inversamente correlata al rendimento netto a lungo periodo nel campione studiato. La parte difficile non è scegliere gli ETF: è restare nei drawdown senza vendere.

LD
Luca De Santis
Analista · ETF & Bond

Scrive di pianificazione e portafogli per persone con un patrimonio in crescita.

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