La Relazione Annuale COVIP 2024 è il documento di riferimento sulla previdenza complementare italiana: dati aggiornati al 31 dicembre 2024 su rendimenti, costi, aderenti, prestazioni. Vale la lettura — di seguito i numeri che il lettore italiano dovrebbe conoscere prima di valutare un fondo.
Lo sfondo regolamentare
La previdenza complementare in Italia è governata dal D.Lgs. 252/2005, vigilata da COVIP (Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione). Tre tipi di veicolo:
- Fondi negoziali (di categoria): nati dalla contrattazione collettiva, gestione separata da un soggetto finanziario terzo.
- Fondi aperti: gestiti da SGR, banche, SIM. Adesione individuale.
- PIP (Piani Individuali Pensionistici): emessi da compagnie assicurative ai sensi del Codice delle Assicurazioni.
Rendimenti netti a 10 anni
Dati COVIP 2024 — rendimento netto medio annuo dei comparti a maggiore esposizione azionaria, 10 anni (2015-2024):
- Fondi negoziali — comparto azionario: 4,8% nominale.
- Fondi aperti — comparto azionario: 4,5% nominale.
- PIP unit linked — linea azionaria: 3,9% nominale.
- TFR rivalutato (benchmark): 1,5% nominale (formula: 1,5% + 75% inflazione ISTAT).
Per riferimento: MSCI World total return EUR 2015-2024 ha reso ~9,1%/anno nominale. La differenza tra il benchmark di mercato e il rendimento medio dei fondi negoziali (circa −430 bp/anno) ricalca quasi esattamente la differenza media costi + tracking error che la letteratura empirica documenta sui fondi attivi (Bogleheads, Bessembinder, SPIVA).
I costi: ISC a confronto
L'Indicatore Sintetico dei Costi su 35 anni, COVIP 2024:
- Negoziali: media 0,45%, mediana 0,42%.
- Aperti: media 1,32%, mediana 1,28%.
- PIP: media 2,21%, mediana 2,14%.
Calcolato su un versamento di €1.000/mese per 30 anni a un rendimento lordo del 6% reale:
- Negoziale (ISC 0,45%): patrimonio terminale netto ~€840K.
- Aperto (ISC 1,32%): ~€720K.
- PIP (ISC 2,21%): ~€615K.
Delta tra negoziale e PIP medio: ~€225K su 30 anni di disciplina, a parità di rendimento di mercato.
Perché il TFR perde il confronto
La formula di rivalutazione del TFR in azienda (legge 297/82) è: 1,5% fisso + 75% dell'inflazione ISTAT FOI. Negli ultimi 10 anni:
- Inflazione FOI cumulata: ~24%.
- Rivalutazione TFR cumulata: ~22%.
- Comparti azionari negoziali medio: ~60%.
Inoltre, fiscalmente, il TFR in azienda è tassato all'aliquota media IRPEF degli ultimi 5 anni di lavoro (tipicamente 28-35%), contro il 15% scalare al 9% del fondo pensione. Sommando rendimento + fiscalità, la letteratura COVIP misura un delta cumulato a 30 anni superiore al 40% del montante finale.
Il quadro europeo
EIOPA IORP II statistics 2024 e OECD Pensions at a Glance 2024 collocano la previdenza complementare italiana in posizione mediana per costo, sotto la media per tasso di partecipazione (33% dei lavoratori italiani aderiscono — fonte COVIP; vs 75% NL, 67% DE Riester/Rürup, 55% FR PER).
Costi medi piani occupazionali EU 2024:
- Paesi Bassi (pensioenfondsen DC): 0,4-0,6% TER.
- Germania (Riester/Rürup): 1,5-2,5% all-in.
- Francia (PER): 1,5-2,0% TER.
- Italia (fondi negoziali): 0,45% ISC (35y).
I fondi negoziali italiani sono tra i più convenienti d'Europa. Il problema italiano non è la qualità del veicolo: è la bassa adesione.
Conclusione descrittiva
I numeri COVIP 2024 mostrano una distribuzione netta: i fondi negoziali superano fondi aperti e PIP per rendimento netto e battono TFR di un ordine di grandezza su 30 anni. La differenza tra i tre veicoli non è di rendimento lordo ma di costo: il segnale ESMA "TER predittivo del rendimento netto" si ripete anche nel campione previdenziale italiano. La pubblicazione annuale della Relazione COVIP è il singolo strumento informativo che la letteratura previdenziale segnala come "leggibile in 30 minuti, conclusivo su qualsiasi domanda quantitativa". Lettura gratuita dal sito covip.it.